Urban Fantasy & Dystopian Sci-Fi

Banner con la protagonista Leyla, copertine dei libri di Alexandra Kathleen Blade e ambientazioni della saga Edenlost

Taylor e Leyla, seduti vicini su una terrazza moderna con parapetto in vetro sotto un cielo stellato. Taylor, dai lineamenti eleganti e puliti, tiene con delicatezza il polso di Leyla mentre le allaccia un braccialetto di cuoio. Leyla ha lunghi capelli castani e lo osserva con emozione. Sullo sfondo le luci soffuse della città di Edenlost.

Le stelle brillavano come chiodi d’argento conficcati in un cielo d’inchiostro. Nessuno parlava. L’aria era carica di parole non dette, di pensieri troppo fragili per essere esposti alla luce.

Taylor poggiò i gomiti sulle ginocchia e intrecciò le dita davanti a sé.

«Perché sei venuta?» chiese, senza voltarsi. La voce era bassa, quasi ruvida.

Leyla lo osservò di lato. La sua mascella era serrata, la tensione si leggeva chiaramente nella linea delle spalle.

«Perché non riuscivo a dormire.»

«Non è una risposta.»

«È la mia.»

Taylor emise un respiro secco.

«Tu complichi tutto.»

«Tu invece ti nascondi dietro il tuo riserbo,» ribatté. «Sembri sempre così controllato, ma so che dentro stai esplodendo.»

Lui si voltò, lentamente.

«Non sai niente.»

Leyla non arretrò.

«No. So solo quello che sento. E so che se non fossi importante per te, non mi guarderesti così, ogni volta che entro in una stanza.»

L’aria sembrò farsi più densa. Taylor si passò una mano tra i capelli, lo sguardo fisso sulle assi di legno sotto i piedi.

«Ti rendi conto di quanto sei pericolosa, Leyla?»

Lei inclinò la testa.

«Perché? Perché ti costringo a sentire qualcosa?»

Un attimo di vuoto. Poi lui si alzò di scatto, come se il corpo non riuscisse più a contenere la tensione. Camminò avanti e indietro sul pianerottolo per un paio di secondi, poi si fermò e la fissò.

«Sì. Esattamente per questo.»

Leyla non si mosse.

«Allora dimmelo. Se vuoi che sparisca, basta una parola. Ma se non lo dici adesso, non potrai più farlo.»

Lui chiuse gli occhi. Quando li riaprì, la maschera era crollata.

«Sono un casino. Non posso darti quello che vuoi.»

Leyla salì i gradini. Si mise di fronte a lui, così vicina da sentire il calore del suo corpo irradiarsi come brace.

«Forse non voglio niente.» Forse voglio solo te.

Taylor si irrigidì. Poi, molto lentamente, alzò la mano e le sfiorò la guancia con il dorso delle dita.

«Mi farai male,» mormorò.

«Probabile,» sussurrò Leyla. «Ma anche io ho paura. Questo non significa che non ne valga la pena.»

Per un istante rimasero sospesi, in un equilibrio fragile tra desiderio e timore.

Poi Taylor abbassò la fronte contro la sua.

«Se resti, non torniamo più indietro.»

Leyla chiuse gli occhi.

«Non voglio tornare indietro.»

Rimasero così, sospesi, il respiro condiviso nello spazio esiguo che li separava. Leyla sfiorò la sua mano, lieve, quasi timorosa di rompere quell’equilibrio fragile.

«Sediamoci,» mormorò.

Taylor non rispose subito. Le cercò lo sguardo e, dopo un istante che parve eterno, annuì.

Si sedettero vicini, senza toccarsi, ma abbastanza da percepire il calore dell’altro. Senza proferire parola, alzarono lo sguardo verso il cielo, cercando di distinguere le costellazioni nel buio trapunto di stelle. I loro respiri si fecero più lenti, come se i corpi trovassero finalmente una tregua.

Una brezza fresca si alzò all’improvviso, scompigliando i capelli di Leyla e portando con sé un aroma sottile di fiori di ciliegio, lo stesso del suo shampoo. Taylor lo riconobbe. Non era la prima volta che lo sentiva, ma mai prima d’allora lo aveva colpito così intensamente.

Quasi senza accorgersene, si voltò verso di lei, attratto da quel profumo.

Leyla, infastidita dal vento, cercò di sistemarsi i capelli. Si voltò di scatto, controvento, e si ritrovò a pochi centimetri dal suo volto.

I loro occhi si incrociarono. Nessuno parlò. L’aria attorno trattenne il fiato.

Per un attimo Leyla abbassò lo sguardo, sopraffatta dalla forza di quel contatto, ma poi lo rialzò, decisa a non scappare. Un incendio le ardeva dentro, irrefrenabile.

Taylor non si mosse. Continuò a guardarla, come se ogni gesto potesse spezzare la magia.

Con un movimento lento, le sfiorò il viso con le nocche, poi prese una ciocca dei suoi capelli e la attorcigliò delicatamente tra le dita. Quel contatto leggero, ma sicuro, le attraversò il corpo come una scossa: ogni fibra sembrava rispondere.

Poi, con estrema delicatezza, le sistemò la ciocca dietro l’orecchio. Le dita scivolarono dagli zigomi al mento e, con un gesto deciso, le girò il viso verso di sé.

Leyla rabbrividì.

Un milione di pensieri le attraversavano la mente, ma nessuno abbastanza forte da trattenerla.

Taylor le prese il volto fra le mani e, in un istante che cancellò ogni esitazione, la attirò a sé, posando le labbra sulle sue.

Un’esplosione silenziosa.

I loro corpi vibrarono all’unisono, come se tutto ciò che erano stati prima si fosse dissolto in quel bacio. Il mondo attorno scomparve. C’era solo quel contatto, urgente e necessario. Ogni parte di loro chiedeva ancora, come se fosse la prima volta, come se fosse l’unica.

Quando, infine, si staccarono, lo fecero piano.

I loro occhi brillavano di una luce nuova.

Senza dirsi nulla, capirono che qualcosa, dentro di loro, era cambiato per sempre.

Taylor sorrise e le baciò la fronte, stringendola a sé. Leyla poggiò la testa sul suo petto e lui cominciò a spostarle delicatamente i capelli, facendoli scivolare tra le dita, come per avvicinarli e osservare meglio.

«Esattamente cosa stai cercando?» chiese Leyla, pizzicandogli la gamba.

«Sto cercando di capire di che colore è la tua ciocca.»

«E?»

«Ora è biondissima, quasi bianca. Ma oggi pomeriggio era rosso fuoco. Non capisco come non abbiano notato il cambiamento…»

Stava per nominare Cassie e le altre, ma si interruppe. Leyla colse il gesto e gli fu grata.

«Già, considerando quanto mi hanno fatto arrabbiare, ci credo!»

«Ormai conosco le sfumature del tuo umore da come cambiano i tuoi capelli,» disse lui con un sorriso.

«Che fortuna! Così, anche volendo, non potrei mentirti.»

«Non dovresti farlo comunque. Proprio come io non lo farei con te.» La accarezzò sul viso con un dito, leggero. «Ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati in biblioteca?»

«Certamente!»

«Pensavo che avessi una malformazione alle gambe.»

«Davvero? Perché non me l’hai mai detto prima?» chiese Leyla, con voce appena sussurrata. Il suo tocco sulla pelle la faceva vibrare.

Le sollevò il mento per guardarla negli occhi.

«Tante cose non si dicono. Ma non è sempre per nasconderle.»

Leyla colse il riferimento ad Anette, ma non servivano spiegazioni. Decise di tornare a loro due.

«Quindi, in quel caso non mi avresti degnata di uno sguardo?»

«Cosa te lo fa pensare?» Le posò la mano dietro la nuca, avvicinandola a sé. Mantenne il volto a un palmo di distanza dal suo.

«Fin dal primo momento, ho avuto la sensazione di conoscerti da sempre. Ma non avrei mai tentato nulla contro Simon. Ero pronto a restare in disparte. Oggi, però, è stato lui a darmi il via libera.»

Leyla sentì le farfalle nello stomaco. Quelle parole le riempirono il petto di emozioni mai provate.

«Non ci credo. Mi stai dicendo che ti sono sempre piaciuta e che Simon lo sapeva?»

«Sì alla prima. No alla seconda. Aveva dei sospetti, ma oggi, dopo quella tua scenata di gelosia, ha capito. Me lo ha chiesto. E io non ho potuto mentire.»

Leyla continuava a fissarlo, ipnotizzata dai suoi occhi luminosi. Taylor si chinò e le baciò le labbra con dolcezza. Rimasero così, stretti, immersi nell’intimità della notte.

I primi suoni della città che si risvegliava si fecero strada, ma nessuno dei due voleva separarsi.

«Quando il sole sarà alto, i gendarmi verranno a cercarmi. Cassie mi avrà denunciata,» disse Leyla con amarezza. Non per la condanna, ma per l’inevitabile separazione. «Sta per sorgere il sole. Andiamo sulla terrazza della Edenlost Skyline a vedere l’alba?» propose Leyla.

«Perché no! Ma prima devo fare una cosa,» rispose Taylor. Con delicatezza si sfilò il braccialetto di cuoio e lo agganciò al polso di Leyla. «L’ho comprato il giorno in cui ho avuto il primo ricordo della mia vita passata. Ha un significato profondo per me. Ora voglio che sia tuo.»

Leyla lo guardò, gli occhi velati di emozione.

«Grazie… non so cosa dire. Sono onorata.»

Taylor la fissò, consapevole che quel gesto aveva suggellato qualcosa di eterno. Le posò un bacio sulla fronte, dolce e sicuro. Era l’inizio di un nuovo cammino. Insieme.

✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧

Taylor ha consegnato a Leyla il suo oggetto più prezioso, ma l’alba porta con sé la minaccia dei gendarmi. Cassie passerà davvero ai fatti? Secondo voi, il legame tra Taylor e Leyla sarà forte abbastanza da resistere a quello che sta per succedere? Ditemi la vostra nei commenti!

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