Urban Fantasy & Dystopian Sci-Fi

Banner con la protagonista Leyla, copertine dei libri di Alexandra Kathleen Blade e ambientazioni della saga Edenlost

Scena d'azione fotorealistica a Edenlost: Leyla, con una treccia castana che brilla di una luce rossastra, ha appena colpito Cassie al volto. Cassie barcolla all'indietro con il sangue che le cola dal naso, sorretta da Anette. Taylor, un giovane atletico, interviene prontamente sollevando Leyla di peso sulle spalle per portarla via. Sullo sfondo, un distributore automatico e il viale alberato verso il parco celtico. Atmosfera carica di adrenalina e tensione urbana distopica.

Simon scacciò per un attimo i pensieri inquietanti sulle intenzioni di Cassie e si concentrò sulla figura slanciata del suo amico che stava entrando.

Bene, ecco Taylor… Così possiamo svignarcela prima che le streghe preparino qualche strana pozione.

«Ciao Taylor!» lo chiamò da lontano, alzando una mano.

«Ciao Simon!» Taylor rispose avvicinandosi con passo deciso, scrutando il salone in cerca di Leyla. «Dove è?»

«Pare si sia persa negli spogliatoi. È da un po’ che è andata a farsi la doccia… Ah, eccola che arriva!» disse Simon.

Taylor si voltò e la osservò mentre attraversava il salone, rapito. Quando fu abbastanza vicina, le strizzò l’occhio con un sorriso affettuoso.

Lei rispose con un freddo «Ciao», distogliendo subito lo sguardo.

Preoccupato, con un filo di ansia nella voce, Taylor chiese: «Leyla, tutto a posto?»

«Sì, tutto bene! Andiamo, adesso!» replicò lei, con un sorriso forzato, ben consapevole della presenza di Cassie e delle sue amiche alle spalle.

Taylor percepì subito che qualcosa non andava, ma decise di non insistere. Bastò un’occhiata rapida al colore della sua ciocca nascosta nella treccia per intuire il suo umore.

Non vuole parlare adesso… le chiederò più tardi, pensò.

Avrebbero dovuto camminare per circa mezz’ora prima di raggiungere il luogo dell’incontro segreto, che cambiava spesso tempi e luoghi su indicazione di Adam, il capo della fazione.

Usciti dalla palestra, si incamminarono lungo il viale alberato che conduceva alla piazza, dominata da una fontana sorretta da tre statue di marmo. Da lì, una strada in salita li portava al parco nella zona est della città: un vasto giardino diviso in quattro sezioni, ciascuna dedicata a una delle stagioni celtiche, con capanne, piramidi di legno e piante di ogni tipo.

Oltre il ponte che attraversava un ampio lago, si snodava il percorso a spirale, punto d’incontro con gli altri membri della fazione. Quel luogo veniva frequentato solo durante la festa annuale, con i suoi riti, le danze e il falò finale; per il resto dell’anno restava quasi deserto.

Erano in anticipo, quindi camminavano rilassati, scherzando, spingendosi e ridendo. Per la gioia di Simon e Taylor, anche Leyla sembrava di nuovo di buon umore. Tuttavia, un’ombra di tensione aleggiava mentre si avvicinavano al punto d’incontro.

Simon si fermò davanti a uno dei distributori automatici di bevande, sparsi ovunque a Edenlost.

«Qualcosa da bere? Offro io!» disse, appoggiando il braccialetto sul lettore e selezionando un tè alla pesca.

Leyla scosse la testa con un semplice «No, grazie».

Taylor, invece, sfoderò un sorriso smagliante e fece un mezzo inchino teatrale. «Per me un succo d’ananas, grazie.»

Poi alzò lo sguardo oltre le loro spalle. «Ops… abbiamo compagnia.»

Simon e Leyla si voltarono di scatto, i loro occhi socchiusi in una smorfia di irritazione.

«Che succede?» chiese Taylor abbassando la voce.

«Qualcosa non quadra,» mormorò Simon. «Prima sono venute in palestra a provocare Leyla. Ora spuntano di nuovo, come se ci seguissero. Dobbiamo togliercele di torno prima che capiscano dove stiamo andando.»

«Potremmo semplicemente restare qui, far finta di niente e aspettare che se ne vadano,» disse Taylor, con calma strategica.

Leyla non rispose. Il suo mutismo era un’esplosione trattenuta.

Cassie, Tiffany e Anette si avvicinarono, e l’aria si fece subito più pesante. Leyla trasudava rabbia; la sua treccia sembrava una fiamma viva. Solo Taylor colse quella tensione sotto la superficie.

Cassie, rivolta a Taylor con malizia, disse: «Che coincidenza, eh? Anche voi qui.»

Lui rivolse uno sguardo rapido a Leyla. Ti vedo. E mi importa di ciò che provi.

Poi tornò a guardare Cassie. «Ciao anche a voi,» rispose gentile, ma tagliente come vetro affilato.

Cassie non si fece intimidire. Il veleno prese forma. «Mi sorprendi, Taylor. Un semplice “ciao” ad Anette? O ti imbarazza la nostra presenza?»

Anette avanzò con calma, ma il suo sguardo era un’affilata insinuazione.

Taylor la ignorò. Fermo, calcolato. «Cosa stai cercando di ottenere, Cassie?»

Lei alzò le spalle, fingendo innocenza. «Non fare la timida, Anette. Dai, ammettilo. Non vedi l’ora di saltargli addosso. Noi lo sappiamo. Sappiamo tutto.»

Taylor non disse nulla. Fece solo un cenno a Simon e Leyla: andiamo via da qui.

Ma Cassie non aveva ancora finito. La sua voce si abbassò in un sibilo: «Leyla, spero non ti dia fastidio… quello che c’è tra loro. Anche se, a giudicare dalla tua faccia…»

Risatina maliziosa. Colpo basso.

Leyla si fermò di colpo.

Si voltò lentamente, con passo felpato, il viso dritto contro quello di Cassie, a pochi centimetri. Il suo sguardo era una lama estratta, la voce un ringhio controllato.

«Qual è il tuo problema, Cassie?»

Cassie non indietreggiò. Ma il suo sorriso si incrinò. «Pensi di farmi paura?»

Leyla inclinò appena la testa. Il tono era puro ghiaccio. «Sbagliato. Non spreco tempo a pensare a te!»

Poi il colpo. Secco. Diretto. Dritto al volto.

Cassie vacillò all’indietro, barcollando. Anette scattò per afferrarla prima che cadesse.

Un grido acuto squarciò l’aria. Il sangue le colava dalle narici, rosso acceso sul viso pallido. Cassie si teneva il naso, gli occhi lucidi per il dolore. Era evidente: Leyla gliel’aveva rotto.

Simon e Taylor si mossero, ma troppo tardi. Taylor incrociò lo sguardo dell’amico, un’intesa rapida, e agì d’istinto: sollevò Leyla sulle spalle e si allontanò rapidamente, deciso a metterla al sicuro prima che la situazione degenerasse.

Simon rimase vicino a Cassie, pronto a contenere il caos.

«Taylor, lasciami andare! Mettimi giù!» urlò Leyla, divincolandosi con stizza, come se la dignità le bruciasse sottopelle.

Con l’adrenalina a mille, Taylor la reggeva senza fatica e la lasciò scivolare giù solo quando furono abbastanza lontani.

«Ma cosa ti è passato per la testa? Hai idea in che guaio ti sei cacciata? Cassie andrà dritta in caserma a denunciarci.»

Leyla, con espressione sfacciata, rispose: «Chi se ne importa! Non provo alcun rimorso, anzi, ora mi sento sollevata. Avrei dovuto farlo prima!»

Leyla, che aveva sempre evitato i confronti, questa volta aveva reagito con forza. Cassie, fin dal loro primo incontro in biblioteca, non le aveva lasciato tregua, logorandola come l’acqua di una cascata che scava la roccia nel tempo.

«Leyla, è meglio che torni alla realtà, e in fretta,» disse Taylor, serio.

Leyla alzò un sopracciglio, curiosa e sfidante. «Perché? Cosa vuoi che faccia?»

«Potresti scusarti con lei,» suggerì Taylor, consapevole che Cassie non lo meritasse, ma preoccupato per le conseguenze.

«Devi proprio avere qualche rotella fuori posto!» esclamò lei, liberandosi dalla presa di Taylor e voltandosi.

«E ora dove pensi di andare?»

«Lasciami stare! Torno a casa. Faresti meglio a scusarti tu con Anette, che mi sembra molto delusa, e non per colpa mia.»

«Spero tu stia scherzando. Vai pure a casa, sarà meglio per tutti. È impossibile ragionare con te adesso. Quando vuoi, sai dove trovarmi.»

Leyla svoltò l’angolo su una strada secondaria, evitando Simon e la sua prossima predica.

Taylor la guardò allontanarsi con un nodo al petto, sensazione nuova e angosciante. Era abbattuto e frustrato. Non avrebbe mai immaginato che Cassie potesse arrivare a tanto, e ora doveva evitare che Leyla cadesse nella sua trappola.L’espressione di Leyla quando ha fatto il nome di Anette era spaventosa. È gelosa. Anche se avrei preferito scoprirlo in modo meno esplosivo, rifletté Taylor con un sospiro. Ora devo trovare un modo per tenerla fuori dai guai. Edenlost è un mondo a parte, lontano dalla realtà. Qui l’unica legge è quella oscura e sovrana di Uttermost.

✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧

La legge di Uttermost non perdona. Cosa succederà ora che il sangue è stato versato? Lasciate un commento con la vostra teoria sul prossimo capitolo!

Scopri di più da Alexandra Kathleen Blade Author

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere