Urban Fantasy & Dystopian Sci-Fi

Banner con la protagonista Leyla, copertine dei libri di Alexandra Kathleen Blade e ambientazioni della saga Edenlost

Taylor e Leyla seduti al tavolo scuro durante il teso confronto nel capitolo 30 di Edenlost. Taylor, serio e composto nella sua giacca di pelle nera, guarda Leyla negli occhi. Lei lo fissa con un'espressione ferita e risoluta.

Durante il tragitto verso casa, Leyla si rese conto di essersi cacciata in un bel pasticcio e di dover trovare una via d’uscita. Aveva atteso troppo prima di tornare, e l’unico piano che le venne in mente fu apparire sul retro della casa, ma non era riuscita a controllare adeguatamente il suo dono, finendo nell’area giochi lungo il viale.

Taylor era furioso, ben oltre la rabbia. Si sentiva preso in giro e non poteva accettare un comportamento del genere.

«Non esagerare con questa farsa, lo sappiamo entrambi: stai solo recitando,» tuonò.

Leyla abbassò lo sguardo, imbarazzata.  «Hai ragione, scusa.»

Affrontare Taylor non sarà facile. Non mi aspettavo una reazione così dura. Tornare fuori orario senza un piano è stato un rischio. Ora devo improvvisare, e in fretta. Non posso fargli perdere la fiducia in me. Ho bisogno del suo aiuto. Devo scegliere bene cosa dire e cosa tacere. Ma di certo non mentirò.

Entrati in casa, Taylor accostò la porta con decisione, allontanando con severità il braccio di Leyla dal collo. Senza guardarla, si diresse verso il tavolo e la invitò a seguirlo con un cenno perentorio. Nonostante il rancore, non perse le buone maniere e si sedette dopo di lei.

«Mettiti comoda,» disse sarcastico, «sono tutto orecchie. Comincia dall’inizio e non tralasciare nulla, se vuoi sperare che ti possa credere.»

Leyla si sentì stretta in una morsa di tensione. Deglutì a fatica e si sedette lentamente.

Dall’inizio? Non posso dirgli tutta la verità. Dovrà accontentarsi di una parte: spero sia sufficiente.

Taylor, impaziente, la incalzò: «Allora? Devo aspettare ancora a lungo?»

Leyla non nascose gli occhi lucidi, ma si rifiutò di lasciarsi andare al pianto. Si schiarì la voce con fermezza prima di parlare.

«Non è come pensi. Quello che sto per dirti potrebbe sembrarti assurdo, ma è la verità. Tutto è successo all’improvviso.»

«Ti rendi conto di quello che dici?» esplose Taylor. «Fino a ieri eri la Leyla di cui Adam ci parlava. Ora non so più chi sei.»

Voleva ferirla, e ci riuscì. Ma non immaginava che non l’avrebbe fatta indietreggiare.

«Vuoi lasciarmi spiegare o preferisci continuare a trarre conclusioni affrettate? Se non sei disposto ad ascoltare, allora vattene.» Un fremito le attraversò il corpo. Quelle parole erano uscite d’istinto, ma non avrebbe voluto che se ne andasse. Il suo stomaco si chiuse in attesa della risposta.

Taylor la fissò con uno sguardo penetrante. Di fronte a lui non c’era una donna qualunque, ma una tigre pronta a combattere. Pur furioso, non era stupido: rispettava Helen e Adam, e non se ne sarebbe andato senza darle la possibilità di chiarire.

«Va bene, parla,» disse, meno tagliente.

Leyla tirò un lungo sospiro.

«Non so cosa tu pensi di Edenlost.» Fece una pausa, cercando la reazione di Taylor, che rimaneva impassibile.

«Di certo saprai dei gemelli Red, che stanno iniziando a ricordare la vita precedente. Ecco, è successo anche a me, in un altro modo e con tempi diversi. Fino a ieri notte vedevo mia madre solo in sogno. Lei ha… un dono. Difficile da spiegare,» prese fiato, «un talento per la comunicazione telepatica. Da quando mi hanno rapita, ogni notte entrava nei miei pensieri, aiutandomi a uscire dal coma. Per me erano solo sogni. Niente di più. Sai quanto sono stata sola, immobile in quel letto.»

Taylor annuì, con uno sguardo carico di compassione.

«Mi dispiace per quello che hai passato. Ma spiegami cosa è cambiato da ieri sera a questa mattina.»

Leyla sentì la pressione, ma doveva essere onesta.

«Ora arriva la parte difficile. Non potrò dirti tutto, almeno non ancora. Devi fidarti di me. Guardami! Sto dicendo la verità.»

«Vai avanti,» disse Taylor, impaziente ma desideroso di capire. La situazione si stava rivelando più complessa e affascinante di quanto avesse immaginato.

«Aspetta! Non sembri sorpreso da quello che ho detto. Anche tu hai ricordi, vero? Rispondi, o smetto di parlare.»

«Solo in parte», ammise Taylor. «Dimmi perché hai finto la paralisi fino a ieri sera.»

«Non ho finto!» ribatté Leyla. «So che ti sarà difficile crederlo, ma è la verità! Stanotte è successo qualcosa di inspiegabile: ho visto mia madre e sono guarita.»

«Hai visto tua madre? Dove?»

«Basta, Taylor! Non posso dire di più. Scegli se credermi oppure no. Puoi prenderti del tempo, ma se decidi di fidarti, allora dovrai smetterla di farmi domande su questa notte.»

Leyla impallidì, gli occhi lucidi.

Voleva urlare: ti prego, fidati! Ho bisogno di te. Ma avrebbe accettato qualsiasi risposta con dignità.

Taylor rimase pensieroso, scrutandola negli occhi.

«È un grande mistero…» ammise, «ma non ho bisogno di altro tempo. Mi lascio guidare dall’istinto. Voglio contare su di te. Ci sono altri come noi, anche se ognuno ricorda a modo suo. Io ho solo frammenti, come molti. Nessuno ricorda tutto, e nessuno ha mai visto la propria famiglia.»

Leyla esultò: «Questa è una notizia incredibile! Quindi siamo dalla stessa parte, giusto?»

Taylor la frenò: «Non esultare troppo presto. A Edenlost il ricordo è più una maledizione che una benedizione. Ma presto riceverai spiegazioni dal nostro leader.»

«Leader? Di cosa parli?»

«Chi comincia a ricordare viene protetto dalla fazione. Presto ne farai parte.»

«Protetti da chi? Da cosa?»

Taylor la interruppe bruscamente: «Fai troppe domande. Ora la cosa importante è che tu mantenga il segreto. Non dire nulla a Helen. Lei è stata rapita da bambina, e quella è la sua unica realtà. Non capirebbe.»

«Esattamente cosa dovrei temere?»

«La cosa meno grave è un nuovo ‘trattamento’ per cancellare i ricordi. La peggiore è che ti facciano sparire.»

Leyla si coprì la bocca, inorridita.

Taylor le prese le mani e la guardò negli occhi per rassicurarla.

«Non devi avere paura. Se farai come ti dico, non ti succederà nulla. Ti proteggerò a ogni costo.» Le sue parole erano sincere, dettate dal cuore.

Spero non mi veda come una sorellina da proteggere, pensò Leyla.  Mi sto perdendo nei suoi occhi. Il tremore alle gambe non si ferma. Spero non se ne accorga. La sua presa mi toglie il fiato. Solo ora mi rendo conto di essere tornata più per lui che per altro. Vorrei che mi baciasse, anche se so che non lo farà.

E invece lo fece. Taylor si avvicinò e le diede un bacio tenero sulla fronte. Non quello che lei desiderava, ma fu sufficiente a farle capire quanto tenesse a lei.

«Andiamo, o troveremo gli uffici chiusi. Se mai vorrai raccontare altro, sappi che puoi fidarti di noi. Ma ricorda: una volta oltre quella porta, niente più parole su quello che ci siamo detti. Le spie potrebbero essere ovunque.»

Leyla lo trattenne afferrandogli il braccio.

«Anch’io sarei disposta a proteggervi ad ogni costo.»

«Lo spero proprio! Ma non ce ne sarà bisogno,» disse lui, ammiccando con un sorriso. «Andiamo. Ricordati di fingere di zoppicare. Se vuoi liberarti delle stampelle più in fretta, passa spesso in palestra. Io e Simon siamo come fratelli: se non ci sarò io, potrai sempre contare su di lui.»

«Perché mai dovresti essere assente?»

 Taylor la guardò di sbieco. «Hai paura che sparisca?» «Solo per sapere!» ribatté, accennando una smorfia. Il rossore sulle sue guance, però, tradiva i sentimenti. E Taylor lo notò con un certo compiacimento.

✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧

Il cerchio si stringe: Leyla ha scelto di restare, sfidando una condanna a morte silenziosa. Credi che il coraggio di Taylor basterà a proteggerla o il suo segreto la precederà? Scrivi la tua teoria nei commenti.

Rivivo questo capitolo con un’emozione nuova: lo scorso 14 marzo, il primo volume di Edenlost è stato proclamato VINCITORE del PRIMO PREMIO al CONCORSO GERUNDO FANTASY. Un traguardo che conferma la forza di questa saga proprio mentre ci avviciniamo agli ultimi capitoli di questo viaggio condiviso.

Manca solo un mese alla pubblicazione ufficiale del SECONDO VOLUME. Sostenere un’autrice indipendente premiata significa dare valore alla letteratura di qualità. Lascia un segno del tuo passaggio.

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