Urban Fantasy & Dystopian Sci-Fi

Banner con la protagonista Leyla, copertine dei libri di Alexandra Kathleen Blade e ambientazioni della saga Edenlost

Pira funebre su una scogliera all'alba con Sean, Leyla ed Evelyn che guardano il mare a Island of the Moon.

La fitta vegetazione aveva reso facile raccogliere rami secchi e foglie per allestire una pira funebre. Con gesti più dettati dalla necessità che dall’abilità, avevano adagiato il corpo di Brenda sul legname impilato.

Leyla e Sean accesero i primi rami. Evelyn, con calma e spirito risoluto, assunse il ruolo di guida in una cerimonia improvvisata. Il suo scopo era uno solo: aiutare Brenda a chiudere il cerchio e ad affrontare il passaggio oltre la vita terrena.

Nel momento di riverenza che seguì, spezzato solo dal crepitio del fuoco, gli occhi rimasero fissi sulle fiamme che avvolgevano il corpo. Il cielo si schiariva lentamente, e le ultime stelle svanivano nell’alba nascente.

Il fuoco crepitava e scoppiettava, avvolgendo Brenda in una danza di luce e cenere. L’aria era densa di fumo acre e soffocante, capace di tagliare il respiro.

Sean, lo sguardo incollato al corpo in fiamme della moglie, sentì il mondo crollargli addosso. Le ginocchia cedettero, e si accasciò a terra, le mani afferrate ai capelli in un gesto di puro dolore. Le lacrime scendevano a fiumi, mentre un lamento straziante gli strozzava la gola.

Leyla ed Evelyn gli restarono accanto, mute testimoni della sua devastazione. Le loro lacrime si mescolavano al fumo che aleggiava intorno. Non serviva parlare: il pianto di Sean raccontava tutto ciò che le parole non riuscivano a contenere.

Il fuoco bruciava con intensità, ma nulla in confronto alle fiamme che ardevano nel cuore di Sean. La perdita, l’impotenza, l’assurdità di ciò che vivevano si condensavano in quel momento, in quella visione destinata a marchiarli per sempre.

Avevano raggiunto un’accettazione amara, una resa all’inevitabile, quasi fosse stata scritta nella Profezia. E con essa, la consapevolezza: senza via di fuga prima dell’alba, sarebbero rimasti intrappolati su Island of the Moon fino alla prossima luna piena. Eppure, una domanda persisteva: quale sorte li attendeva?

«È il momento,» annunciò Sean, con una voce carica di dovere e malinconia.

L’alba tingeva l’orizzonte di sfumature rosate, una promessa di rinascita dopo una notte senza fine. Sean si diresse verso il ponte levatoio. Si voltò per un ultimo sguardo, trattenendo il respiro, imprimendo nella memoria ogni dettaglio del luogo che stava lasciando. Poi guardò Leyla ed Evelyn, compagne di dolore e coraggio.

«Vi sono grato,» disse Sean emozionato. «Per avermi aiutato a onorare Brenda. Per noi, il fuoco è purificazione. Illumina il cammino dei defunti verso l’altro mondo.»

Le donne annuirono, i loro sguardi legati da un’intima comprensione.

«Non serve ringraziarci. Come ha detto Leyla, saremo sempre in debito con voi,» rispose Evelyn con un’espressione tenera. Parlavano di Brenda come se fosse ancora lì, perché sapevano che vita e morte non erano che due facce della stessa esistenza. Lei, in quel momento, viveva ancora tra loro.

«Ora cosa facciamo?» chiese Sean, alzando lo sguardo al cielo che si schiariva. «Evelyn, puoi controllare la mappa?»

Lei si chinò sulla pergamena, cercando il sentiero luminoso. Era diverso. Non era il cammino dell’andata, ma un nuovo tracciato, più breve. La via portava diretta alla barca che avevano lasciato ancorata.

«È un’opportunità incredibile! Il destino ci concede un’ultima possibilità. Se ci muoviamo in fretta, potremmo farcela,» esclamò Sean.

Regolò lo zaino sulle spalle e partì, deciso. Leyla ed Evelyn lo seguirono a un passo di distanza.

Mentre camminavano, posarono ancora una volta gli occhi sulla mappa. Fu allora che accadde. Le linee tracciate presero vita, illuminate dal primo raggio di sole. Un attimo sospeso: la pergamena sembrò sussurrare l’ultima direzione, poi una scintilla si accese, rapida, e la consumò in una danza ardente. La mappa si ridusse in cenere, come se avesse adempiuto al suo compito.

Giunti all’estremità dell’altopiano, intravvidero l’imbarcazione sottostante. Il tempo era contro di loro, eppure la speranza li spingeva avanti.

Scivolarono giù tra le colline bagnate di rugiada. Durante la discesa, Leyla avvertì lo sguardo indagatore di sua madre, che le bruciava addosso.

«Leyla, perché quell’espressione tesa?» domandò Evelyn.

«Non è nulla, mamma. Solo… sto riflettendo,» rispose evasiva.

«Ti leggo in faccia, Leyla. Sai bene che non puoi fingere con me.»

Leyla abbassò lo sguardo, mordendosi il labbro.

«Lo so. È solo che… pensavo a Taylor. Se si presentasse davvero, come promesso…»

«E non ti trovasse,» la interruppe la madre con fermezza. «Stavo solo aspettando che fossi pronta a dirlo ad alta voce.»

Leyla si fermò, come se quelle parole l’avessero colpita come un pugno.

«Ma… cosa vuoi che faccia?»

Evelyn si avvicinò, le prese la mano con una delicatezza che contrastava con l’intensità dei suoi occhi.

«Non sono io a decidere, tesoro. Ma oggi hai visto di cosa sei capace. Quel potere, quella luce nei tuoi capelli quando sei tornata, non è apparsa per caso. È il tuo dono. Ce l’hai da sempre. Solo ora si è mostrato per quello che è.»

Leyla fece un passo indietro, le sopracciglia aggrottate.

«Ma perché adesso? E cosa significa tutto questo?»

Si fermarono a guardarsi negli occhi. Sean continuò a scendere, lasciandole sole tra l’aria frizzantina e l’alba che saliva. Evelyn strinse di nuovo la mano di sua figlia.

«Nel tuo cuore, lo sai. È la fine di un capitolo e l’inizio di qualcosa di più grande. Ma non devi affrontarlo da sola. Io sono con te. Sempre. Qualunque sia la tua scelta.»

Leyla rimase muta. Poi una lacrima le rigò la guancia, seguita da un’altra. Cedette, stringendo la madre in un abbraccio disperato.

Evelyn la tenne forte, come se potesse assorbire quel dolore al posto suo.

«Non sei sola, Leyla. Non lo sarai mai.»

Leyla singhiozzò, la voce spezzata.

«Come faccio a lasciarti di nuovo? So che devo andare, che non posso voltare le spalle a chi ha bisogno… ma se poi fallisco? Se non riesco ad aiutarli?»

Evelyn le sollevò il mento con una mano, costringendola a guardarla. «Il tuo dono ti ha riportata indietro. Ti ha mostrato che puoi attraversare spazio e tempo come fosse aria. Non è un caso, Leyla. Non è un sogno. È una possibilità. E anche se ora ti sembra più un peso che un dono, con il tempo imparerai ad accettarlo. Forse riuscirai persino a riportare qualcuno a casa. E se anche salvassi una sola vita… sarebbe già abbastanza. Non dobbiamo cambiare il mondo. Solo fare la differenza dove possiamo.»

✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧

La mappa si è consumata e un potere antico si è finalmente risvegliato in Leyla. Riusciranno a lasciare l’isola in tempo? Lasciate una ⭐ se questo capitolo vi ha emozionato e scrivetemi le vostre teorie: quale sarà il prezzo del dono di Leyla? Vi leggo tutti!

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