Urban Fantasy & Dystopian Sci-Fi

Banner con la protagonista Leyla, copertine dei libri di Alexandra Kathleen Blade e ambientazioni della saga Edenlost

Dramatic illustration of a bald old man with a white beard, Sean, leaning over the body of a stout old woman with long white hair, Brenda, lying on a stone dolmen under a full moon in a dark forest.

Il tempo è un nemico che non concede sconti. ⏳ Mentre il veleno della vipera serpeggia letale nel sangue di Brenda, Sean ed Evelyn affrontano una sfida disperata tra fossati brulicanti di serpenti e antichi segreti di pietra. 🐍 Il Dolmen e il ciondolo di luna sembrano l’ultima, flebile speranza di salvezza… ma l’aria si fa densa di un’energia inquietante. ✨ Riusciranno a strapparla all’oscurità prima che il silenzio diventi definitivo? 🌑

✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧

Il silenzio, dopo l’urlo, era diventato quasi soffocante.

Sean non pensava, agiva. La teneva stretta tra le braccia, il respiro di lei diventava sempre più affannoso, sempre più debole. Brenda ansimava, trascinando con sé anche il loro mondo.

«Il collo…» aveva sussurrato. Sean vi posò la mano, percependo il calore innaturale della pelle, il battito impazzito sotto le dita.

La vipera era sparita, ma il veleno no. Serpeggiava dentro di lei con una precisione letale.

Evelyn si riscosse. Il terrore brillava nel suo sguardo, ma qualcosa in lei era cambiato. Il panico si trasformò in azione.

«Sean. Lasciala respirare. Aiutiamola a restare ferma. Non deve affaticarsi.»

«Lo so.» Le parole gli uscirono secche, taglienti, già oltre la paura.

Il tempo era un nemico in corsa.

«Brenda, calma. Andrà tutto bene!» Evelyn si inginocchiò accanto a lei. «Sean, hai un’idea? Dobbiamo agire subito.»

«Il coltellino… nel taschino interno dello zaino. Prendilo!»

Evelyn annuì e si mosse rapida verso la sacca abbandonata poco distante.

«Eccolo!»

Sean lo afferrò e si chinò su Brenda. «Tranquilla, amore. Solo un piccolo taglietto.»

Con mano ferma incise la pelle nel punto del morso, unendo i due fori. Il sangue cominciò a sgorgare lentamente. Sean iniziò a succhiare, sputando a terra tra un gesto e l’altro.

Quando sollevò lo sguardo, le sue labbra erano tinte di rosso, ma gli occhi ancora brillavano di determinazione.

Evelyn si avvicinò, chinandosi a sussurrargli per non farsi sentire da Brenda: «Sean, ascoltami. La donna che ho visto sul Dolmen era lei. Non so perché, ma dobbiamo portarla lì. Forse c’è ancora speranza.»

Brenda gemette. Una chiazza rossa si allargava attorno alla ferita, mentre un’ombra di torpore le invadeva il volto.

«Presto,» disse Sean. «Aiutami. Dobbiamo sollevarla. Appoggiati a noi, amore.»

La issarono con fatica, trascinandola fino al confine esterno del fossato.

Ogni passo era un’agonia, ogni metro conquistato con sforzo disperato. Brenda respirava a scatti, e ogni sobbalzo sembrava rubarle un frammento di vita.

Il tempo scorreva, ma la notte sembrava senza fine.

D’un tratto Evelyn li vide. Un brivido le corse lungo la schiena. La sua fobia dei serpenti, mai sopita, minacciava di esplodere. La mise da parte, concentrandosi su Brenda.

«Sono lì, proprio dove immaginavo. Un fossato pieno di serpenti,» annunciò con voce ferma. «Sean, occhi aperti. Non devono avvicinarsi. Io devo concentrarmi sul tiro.»

Il cuore le martellava. Sentiva il peso schiacciante della responsabilità. Posizionò la freccia nella fessura, pronta a scoccarla.

Primo tiro: troppo lontano.

Si asciugò le mani sudate sui pantaloni. Inspirò a fondo. Mirò di nuovo. La seconda freccia sfiorò appena il bersaglio.

«Evelyn, ti prego, concentrati. È l’ultima freccia,» la implorò Sean con la voce incrinata dalla tensione. «La nostra ultima speranza.»

«Hai ragione. Non posso lasciare che i serpenti mi distraggano. Devo riuscirci.»

Centro.

Le catene si srotolarono con un clangore assordante. Quando il ponte toccò terra, il suolo tremò e le loro gambe vacillarono. Il ricordo del sogno era vivido: il ciondolo di luna li attendeva, incastonato nel dolmen.

Attraversando il ponte, Brenda vomitò. La sua condizione era peggiorata bruscamente.

Con delicatezza, adagiarono il suo corpo sulla pietra orizzontale del dolmen minore.

Evelyn prese il ciondolo, le sue sfumature danzavano come un’aurora boreale. Lo posò sul petto di Brenda. Sean le stringeva la mano, le accarezzava il capo e la baciava con tenerezza.

Il tempo si dilatava, in attesa di un miracolo che non arrivava.

Ogni spasmo di Brenda sgretolava le loro speranze, lasciando solo l’ombra dell’inevitabile. Il respiro si faceva più corto, i segni di sofferenza più marcati.

Evelyn pregava in silenzio, straziata non solo per Brenda, ma anche per Sean. Nei suoi occhi c’era la disperazione di chi sta perdendo l’amore di una vita.

Sean, piegato sul volto della moglie, era travolto dalle lacrime. Gli occhi bruciavano, il dolore lo spaccava in due. L’agonia aveva demolito ogni difesa.

«Ti amo, Brenda! Sei l’unico amore della mia vita. Questa separazione mi lacera l’anima. Promettimi che mi aspetterai, ovunque andrai. Non importa quanto lontano, io sarò con te. Sempre.»

Ogni parola era un frammento del suo cuore infranto. Un legame che nemmeno la morte poteva distruggere.

Brenda capì ogni sillaba, anche se la fatica le impediva di rispondere. Lo guardò, un ultimo gesto d’amore e resa. Avrebbe voluto dirgli che il suo amore l’avrebbe guidata per l’eternità. Che lo avrebbe atteso oltre la vita.

Ma le parole si spensero in gola, mentre esalava l’ultimo respiro.

Un addio straziante. Due anime legate da un filo invisibile, spezzato solo dalla crudele realtà.

Evelyn le sfiorò la fronte con un bacio, le chiuse le palpebre con due dita. Poi si allontanò, lasciando Sean da solo a lottare con i suoi demoni.

Dentro di lei si agitava un turbine di emozioni: dolore, senso di colpa, fallimento.

Si lasciò cadere sull’erba, ignorando il pericolo dei serpenti.

Appoggiata a un menhir, strinse il ciondolo con forza, come a voler scaricare la rabbia per non essere riuscita a salvare l’amica.

Poi si arrese al dolore, pensando a Brenda, a Sean e alla figlia lontana.

Nel profondo, una preghiera muta e disperata:

Ti prego, Leyla, torna da me!

Il cielo era terso. La luna piena, un faro tra le nuvole. Qualcosa non andava. L’aria era statica, densa di un’energia quasi tangibile.

✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧

Scrivere è solo l’inizio; la vera sfida è la revisione. Dietro ogni capitolo che pubblico gratuitamente, c’è un lavoro invisibile: ore passate a limare i dialoghi, a pesare ogni parola e a ricostruire ogni scena perché l’atmosfera sia esattamente come l’ho immaginata. Non mi accontento di consegnarvi una storia: voglio che possiate viverla con tutti i sensi.

A dare valore a questo impegno è arrivata una notizia importante: Edenlost è tra i tre finalisti del premio letterario Gerundio Fantasy. Un traguardo che conferma la solidità del mondo che sto costruendo, ma la sorpresa più grande deve ancora arrivare.

Sabato 14 marzo alle ore 15:00, nella splendida cornice del Castello Visconteo di Pandino (CR), si terrà la premiazione ufficiale. Sarà lì che scoprirò quale gradino del podio spetta a questa storia. Sarà un momento emozionante e sarò davvero felice di salutare di persona chiunque vorrà venire a conoscermi per scambiare due chiacchiere su Leyla e sui segreti di Edenlost.

Mentre lavoro alla conclusione del Volume 2, continuerò a condividere con voi i capitoli del primo volume ogni settimana. Se questa storia vi sta emozionando, il regalo più grande che potete farmi è lasciare una recensione o delle stelline su Goodreads: basta un minuto per aiutare Edenlost a farsi strada.

È la tua voce a permettere a questa storia di non restare un granello di sale nell’oceano.

Come fare:

  1. Vai su Goodreads (puoi accedere istantaneamente con il tuo account Amazon, Google, Apple o Facebook).
  2. Cerca “Edenlost” nella barra di ricerca.
  3. Lascia la tua valutazione con le stelline e, se ti va, una breve recensione.

Grazie 🙏 per essere parte di questo viaggio.

Scopri di più da Alexandra Kathleen Blade Author

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere