La decisione di Brenda di unirsi a loro in quell’immersione pericolosa era stata un autentico atto di coraggio. Nonostante le rassicurazioni di Evelyn, l’idea di tuffarsi nelle profondità del lago le faceva venire i brividi. Ogni fibra del suo corpo le urlava di restare nella grotta, di fuggire, ma Evelyn, con la sua calma incrollabile, le aveva trasmesso una fragile speranza.
«Evelyn, sei davvero sicura che posso farcela?» chiese Brenda. La voce, leggera come una foglia al vento, tradiva il terrore. Le mani tremavano mentre si stringeva la giacca, come se quella stoffa potesse proteggerla dall’abisso che l’attendeva.
Evelyn le sorrise, ma non con gli occhi, che lasciavano trapelare un’ombra di inquietudine.
«Lo so che fa paura,» disse con dolcezza. «Ma ho pianificato tutto. Ti prometto che non ti lascerò un solo istante.»
Brenda annuì, ma un nodo in gola le soffocava ogni parola. La fune che Evelyn le aveva legato attorno alla vita dava un senso vago di sicurezza, ma non bastava a placare l’angoscia che le serrava il petto. Il laghetto ai piedi della caverna pareva innocuo, con le sue acque tranquille e la vegetazione riflessa sulla superficie. Eppure, non riusciva a coglierne la bellezza.
«Brenda,» disse Evelyn, posandole una mano sulla spalla. «Respira. Concentrati solo su di me.»
Chiuse gli occhi, cercando di seguire il consiglio dell’amica, ma il cuore le batteva così forte da sentirlo nelle orecchie. «Non so se ci riuscirò,» sussurrò. «Ho paura! Una paura folle.»
«Lo so,» rispose Evelyn con fermezza. «Ma sei più forte di quanto credi. E noi siamo con te.»
Sean, poco distante, osservava senza fiatare. Avrebbe voluto parlare, ma le parole gli morivano in gola. Si limitò ad annuire, il cuore stretto. Doveva fidarsi di Evelyn.
Con un respiro profondo, Brenda fece un cenno d’assenso. «Va bene. Facciamolo.»
Evelyn le sorrise di nuovo, un barlume d’orgoglio negli occhi.
«Andiamo!» disse, prima che potesse cambiare idea.
Brenda la seguì. L’acqua gelida la avvolse, penetrando attraverso gli abiti e facendola rabbrividire. Per un attimo le parve che il lago le schiacciasse il petto. Si aggrappò alla corda, le dita serrate fino al dolore. Evelyn, davanti a lei, si muoveva con una calma quasi irreale.
La galleria sottomarina si aprì davanti a loro: un mondo di ombre e bagliori tremolanti. Stalattiti e stalagmiti si protendevano come dita scheletriche. Coralli e gorgonie decoravano le pareti, ma a Brenda sembravano ornamenti funebri.
Arrivarono nel punto in cui, durante la sua prima immersione, Evelyn aveva perso l’orientamento. Tra le rocce giacevano teschi e ossa: resti muti di chi non era più riemerso. Evelyn non ne aveva parlato, ma Brenda percepì quelle presenze come un sinistro avvertimento. Quegli occhi vuoti sembravano fissarla. Il panico la travolse. Il respiro si spezzò. Cercò di urlare, ma l’acqua le invase la bocca.
Il buio la inghiottì.
Sean, da dietro, la vide agitarsi. Sgranò gli occhi e si gettò su di lei, spingendola verso la superficie. Ogni muscolo in tensione. Avrebbe voluto gridare il suo nome, ma solo bolle salirono, dissolvendosi nella luce che filtrava dall’alto.
Evelyn sentì la fune tirare e si voltò. Vide il terrore negli occhi di Brenda. Le afferrò il braccio e la trascinò a sé. Lottavano contro il lago che pareva volerle inghiottire. Ma, con uno sforzo estremo, emersero.
L’aria notturna li avvolse. Brenda ansimava, tremava, il volto segnato dal panico. Si aggrappò a Evelyn come se temesse di sprofondare di nuovo. L’amica la strinse forte, mentre Sean le raggiungeva.
«Ce l’hai fatta,» sussurrò Evelyn. «Sei stata incredibile.»
Brenda non parlò. Solo singhiozzi e respiri spezzati, occhi pieni di una gratitudine muta, ma intensa.
Avevano appena superato una delle tre prove.
Raggiunta la riva, si accasciarono sull’erba, ansimanti. Il respiro affannoso si mescolava al fruscio sommesso delle fronde mosse dal vento.
Poi ripresero il cammino, gocciolanti, i vestiti intrisi d’acqua che aderivano alla pelle. Nessuno osava parlare.
Il crepitio delle foglie secche sotto i piedi, il canto lontano di un gufo, il frinire costante degli insetti: la natura sembrava vegliare su di loro, vigile e silente.
Ma quella calma fu solo un’illusione. E durò poco.
Non ci furono dubbi quando, attraverso il fogliame, qualcosa cominciò a prendere forma.
Si fermarono, immobili.
Il secondo ostacolo era lì. Freddo. Implacabile.
Sean indietreggiò, lo sguardo carico di paura e incertezza.
Evelyn portò una mano tremante alla bocca, trattenendo il fiato come se volesse inghiottire un pensiero oscuro. Brenda sussurrò, con voce rotta: «È una follia.»
✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧
✨Se il coraggio di Brenda ti ha toccato, continua questo viaggio oscuro insieme a lei.
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