Urban Fantasy & Dystopian Sci-Fi

Banner con la protagonista Leyla, copertine dei libri di Alexandra Kathleen Blade e ambientazioni della saga Edenlost

Autrice seduta su una barchetta di legno, con le braccia avvolte intorno alle ginocchia, guardando lontano verso il mare al tramonto

Il mare è da sempre una presenza silenziosa e costante nella mia vita, un compagno fedele che mi accompagna nei momenti di gioia, riflessione e pace. La sua immensità mi ricorda quanto siano vasti i nostri pensieri e quanto possa essere profonda la nostra capacità di sentire.

Sono nata in una città affacciata sul mare, e anche se non sempre ero sulla riva, la sua vista da casa era un richiamo costante. Crescere lì ha significato respirare un senso di vastità e libertà che si è insinuato lentamente nei giorni e nei pensieri.

Eppure, per dieci anni ho vissuto lontano, a chilometri di distanza, e anche se in ogni occasione possibile tornavo a trovare la mia famiglia, c’erano momenti di profonda nostalgia che non potevano essere colmati. In quelle sere di malinconia, mi rifugiavo in un lago vicino, e nel silenzio della notte, guardando l’orizzonte, lasciavo che la mia immaginazione mi trasportasse davanti al mare. Quella visione mi restituiva un senso di pace e vicinanza che la distanza reale non poteva dare.

Ogni volta che mi avvicino alla riva, sento un senso di meraviglia e serenità: il rumore delle onde, il profumo salmastro dell’acqua, il movimento incessante delle maree… tutto questo risveglia emozioni genuine e profonde. Mi sento piccola davanti alla vastità del mare, eppure parte di qualcosa di enorme e straordinario.

Amo osservare la luce del sole che danza sull’acqua, il cielo che cambia colore all’orizzonte, il vento che accarezza la pelle. Sono momenti che nutrono l’anima, che ricordano l’importanza di fermarsi, respirare e lasciarsi trasportare dalla bellezza che ci circonda.

Il mare mi insegna la pazienza e la resilienza. Come le onde che tornano sempre, anche dopo il momento più difficile, nella vita ci sono alti e bassi, e ogni ritorno porta con sé nuova energia e nuova prospettiva.

Oggi vivo di nuovo in una città sul mare. Ogni incontro con l’acqua, ogni sguardo verso l’orizzonte, è un ricordo della mia storia, delle distanze superate e del conforto ritrovato. Per me, il mare è un rifugio, un luogo dove ritrovo equilibrio, calma e autenticità. È la mia costante, un orizzonte infinito che invita a perdersi e, allo stesso tempo, a sentirsi più vicini a se stessi e al mondo.

Hai un luogo che ti fa sentire a casa, che ti riporta pace e serenità? Condividi nei commenti il tuo rifugio, reale o immaginario. Vorrei leggere le vostre storie e scoprire insieme i luoghi che ci aiutano a sentirci vicini a noi stessi e al mondo.

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