Questo capitolo ti porta un passo più vicino alla verità.
Nel silenzio si nascondono le verità più scomode.
Ma quando i ricordi cominciano a parlare, nulla resta più al suo posto.
✦✧✦✧✦ 𝓛𝓮𝔂𝓵𝓪 ✧✦✧✦✧
Il volto di Helen, segnato da una preoccupazione evidente, non sfuggì ad Adam, suo marito. Con un gesto affettuoso, le afferrò la mano e la guardò negli occhi, cercando di cogliere ciò che le parole non dicevano.
«La tua faccia oggi mi dice che dev’essere stata una giornata difficile,» disse con voce calma, ma piena di apprensione. «Cosa ti turba, cara? È successo qualcosa di nuovo con Leyla?»
Helen sospirò, il peso della giornata riflesso nello sguardo provato. «Non saprei dire esattamente. Non è successo nulla di preciso, ma da quando le ho parlato della causa della sua paralisi, del braccialetto e di tutto il resto, sembra che ogni giorno diventi più cupa. Il suo tormento ci sta divorando entrambe. Leyla non è come le altre ragazze. È forte, determinata a tornare a camminare, ma temo che non si arrenderà facilmente a questa nuova vita. È impaziente di uscire, furiosa perché ancora non le è permesso. Continua a dire che solo i prigionieri vengono rinchiusi.»

Adam aggrottò la fronte, l’espressione cupa. «Hai parlato di questa situazione ai tuoi superiori? Non riesco davvero a capire perché debbano tenerla reclusa. Ha tutte le ragioni di sentirsi così, perché in effetti lo è! Di cosa hanno ancora paura? Non è stato abbastanza ridurla in quello stato?»
Helen sentì un nodo alla gola, le lacrime sul punto di affiorare. «Adam! Come puoi pensarlo? Ci ho provato, ma non ottengo nulla! Continuano a ripetere che non possono rischiare disordini in città e che, prima di metterla in contatto con gli altri, dovrà dimostrarsi più docile e aderire alle loro richieste. Ma ignorano che tenerla rinchiusa potrebbe ottenere l’effetto contrario.»
Adam la guardò con occhi pieni di compassione, ma anche con risolutezza. «Mi dispiace dirtelo, ma in parte sei tu la causa inconsapevole di questa situazione. Loro conoscono solo quello che racconti su Leyla. Smettila di riportare soltanto la sua ribellione e, per una volta, metti da parte il dovere. Ascolta davvero quella ragazza», disse, accarezzandole dolcemente la testa.
Helen abbassò lo sguardo, colta in fallo. Ma Adam non si arrese: «Magari, da qualche parte nella sua memoria, sono rimasti frammenti della sua vita precedente. Come è successo ai gemelli Red… o ad altri di cui non sappiamo nulla.»
Con un tono intriso di paura, Helen unì le mani come in preghiera. «Adam, ti prego! So cosa intendi con ‘ricordi’. Ti supplico, non insistere con queste ipotesi. Sai bene cosa ti accadrebbe se ti sentissero le persone sbagliate. Solo l’idea mi fa impazzire. Promettimi che non ne parlerai a Leyla. Ha già sofferto abbastanza. E io con lei.»
Adam le baciò la testa e la strinse a sé, ma non rinunciò alle sue convinzioni. «Mi dispiace, tesoro, ma sappiamo entrambi che non possiamo fidarci ciecamente di ciò che ci viene detto. E non posso più tollerare i metodi brutali con cui puniscono chi non segue le regole. Non capisci che vogliono imporci solo la loro versione della realtà?»
«E tu che prove hai per insinuare che esista un’altra verità?» ribatté Helen, frustrata.
«Non sono l’unico a pensarla così», rispose Adam con fermezza. «La gente ha paura. Preferisce tacere e nascondersi dietro un velo che rende tutto più semplice. Proprio come fai tu. Se tieni davvero a quella ragazza, spiega bene le regole prima che esca da quella stanza. Potrebbe mettersi nei guai. Lavoro da una vita con i ragazzi. In biblioteca ascolto, osservo, capisco. Come è successo ai gemelli Red, credo ci siano altri tra noi che ricordano la loro vita precedente. E quei ricordi mettono in crisi tutto ciò che ci è stato raccontato da quando siamo arrivati a Edenlost.»

Dopo essere stato portato via dalla sua vita precedente all’età di tredici anni, Adam aveva iniziato a lavorare come bibliotecario. Il contatto con i libri gli aveva sempre trasmesso protezione e conforto. Non aveva mai realmente accettato la vita a Edenlost e, da qualche anno, aveva iniziato a confidare i suoi dubbi a Helen, sebbene lei si rifiutasse persino di prenderli in considerazione.
Si erano sposati intorno ai trent’anni e, da allora, erano diventati inseparabili. Fedeli compagni di vita. Quella notte, Helen rimase sveglia a lungo. Ogni volta che chiudeva gli occhi, vedeva lo sguardo di Leyla: duro, segnato, impaziente. E in quel silenzio inquieto, capì che non poteva più limitarsi a obbedire.
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