“Se ti sei perso il primo capitolo, leggilo qui.”
Il tempo scorre e la paura cresce
L’orologio scandiva implacabile i minuti che erano trascorsi da quando la ragazza aveva varcato la soglia di casa, creando un’atmosfera carica di suspense. Preoccupata per la sicurezza di Leyla, Evelyn prese in mano il telefono, selezionò il suo numero, ma la chiamata finì direttamente alla segreteria.
Un silenzio carico di presagi
Gli sferzanti venti che sbattevano la pioggia contro le imposte, portarono oscure e inquietanti parole alla mente di Evelyn.
“Avverto qualcosa di sinistro nell’aria”, sussurrò a se stessa.
Nel tentativo di distogliere la mente, si concentrò a piegare i panni puliti, affondando il viso tra le stoffe per assaporare il profumo di lavanda. Ma anche quella piccola fuga non riusciva a placare l’agitazione che sentiva crescerle dentro.
Evelyn sperava con tutto il cuore che quel brutto presentimento fosse solo un’illusione della sua mente, ma sapeva bene che i suoi istinti raramente la ingannavano.
“Non posso più aspettare! Devo fare qualcosa, altrimenti impazzisco.”
Scrutò freneticamente intorno alla cucina, alla ricerca disperata di qualcosa di utile.
“Sto perdendo tempo. Qui dentro non troverò nulla che mi condurrà a Leyla.”
Prima di lasciare la stanza, il suo sguardo si posò sulla tazza variopinta, usata da sua figlia sin dal giorno in cui le era stata regalata dalla nonna.
“Questa sarà perfetta!” bisbigliò con il cuore colmo di speranza.
Il dono di Evelyn: visioni e tormento
Evelyn possedeva un dono unico: la capacità di evocare visioni del passato, del presente e del futuro, focalizzandosi su qualcosa che appartenesse alla persona coinvolta. Usufruiva di questa abilità con discrezione e parsimonia, sempre con l’intento di aiutare coloro che si trovavano in difficoltà, mai per scopi futili.
Ma questa volta si trattava di soccorrere la persona a lei più cara, e l’inquietudine rendeva difficile anche ciò che normalmente faceva con naturalezza.
Con determinazione, colse la tazza tra le mani giunte a forma di coppa, pronta a stabilire uno stato di profonda connessione con l’energia emanata dalla ceramica. Ma l’angoscia la travolse, oscurando il suo ‘dono’.
“No! Non adesso!”
Con tutta la sua forza di volontà, cercò di elevarsi sopra le resistenze che la ostacolavano, riuscendo finalmente a placare il tumulto dei suoi pensieri. Quando il momento giunse, elevò la tazza verso il soffitto, facendo sprigionare dai palmi una luce intensa che la rendeva quasi eterea. L’oggetto iniziò a vibrare, prima lievemente, poi con una forza crescente, finché il grido di Evelyn squarciò il silenzio, invadendo ogni angolo dell’ambiente circostante.
“Mio Dio, nooo!” Le lacrime annebbiarono la sua vista e il tremore del corpo si unì alle violente palpitazioni. La tazza le sfuggì dalle mani, cadendo in mille pezzi sul pavimento, rompendo il cerchio di incertezza e aprendo le porte a un destino ancora ignoto.
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Seconda edizione luglio 2025 Edenlost – La città senza confini, Volume I della saga Edenlost



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